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SUMMARY:Manifestazione contro il carovita
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DESCRIPTION:Sabato 17 ottobre anche a Brescia è organizzata la manifestazio
	ne "Italia in\nPiazza" con numerose rivendicazioni: contro il carovita\, p
	er il lavoro sicuro\,\ncontro gli stipendi da fame\, per aumentare i finan
	ziamenti alla sanità pubblica\,\nalle scuole e all’università.\n\nIl "nodo
	" bresciano di questa manifestazione si dà appuntamento in Largo\nFormento
	ne a partire dalle ore 14.\n\nhttps://www.radiondadurto.org/2026/10/14/con
	tro-il-carovita-manifestazione-a-brescia-sabato-17-ottobre/\n[https://www.
	radiondadurto.org/2026/10/14/contro-il-carovita-manifestazione-a-brescia-s
	abato-17-ottobre/]\n\n\n\n\nMANIFESTO\n\n\n\nIn questo documento sono racc
	hiuse le motivazioni e i fini della manifestazione \n“Italia in Piazza”.  
	\n\n“Italia in piazza” è una manifestazione apartitica. Essa vuole essere 
	una\nriunione  pacifica di cittadini\, diritto sancito dall’articolo 17 de
	lla\nCostituzione Italiana\, con lo  scopo di mettere il focus sulle probl
	ematiche che\naffrontiamo ogni giorno. Il  sistema in cui viviamo\, che sp
	esso ci sembra\ninalterabile\, è in realtà  estremamente fragile: solo las
	ciandoci dietro\ndivisioni e pregiudizi possiamo  veramente essere uniti p
	er pretendere di\nvivere\, e non solo di sopravvivere. Non  importa chi si
	amo\, in cosa ci\nidentifichiamo\, quale sia il nostro orientamento  sessu
	ale o quali divinità\npreghiamo: a unirci è il fatto che non lasceremo che
	 ci  rubino ciò che ci\nspetta di diritto. \n\n“Italia in piazza” nasce pe
	r unire i cittadini per la stessa causa\, i cui punti\nprincipali  sono: \
	n\nLavoro sicuro\, futuro sicuro: basta morti sul lavoro e giovani in  fug
	a. \n\nI lavoratori italiani sono costretti ad accettare condizioni lavora
	tive\ninadeguate o a  fuggire all’estero: quello che resta è un mercato de
	l lavoro\ncaratterizzato da nero  dilagante\, abuso di forme contrattuali 
	precarie\n(tirocini\, contratti a termine)\,  retribuzioni da barzelletta 
	e condizioni di\nsicurezza che mietono morti ogni  giorno1. \n\nBasta stip
	endi da fame incapaci di coprire il costante aumento  del costo della\nvit
	a. \n\nCarburanti\, energia e beni alimentari di prima necessità costano s
	empre di più\na  causa delle scelte egoistiche di potenti di cui il nostro
	 Paese è succube: i\nnostri  soldi vengono spesi in armi e soldati mentre 
	le famiglie ne hanno sempre\nmeno  per vivere. I partiti che di volta in v
	olta governano si affannano a farci\ncredere che  vada tutto bene\, ma la 
	realtà è sempre più uno sfacelo: guerra dopo\nguerra\, una  crisi dopo l’a
	ltra\, il costo di qualunque cosa è in continuo\naumento mentre gli  stipe
	ndi italiani sono gli stessi da 30 anni. \n\nLa sanità non può continuare 
	a diventare sempre più un lusso. \n\nPer la sanità pubblica si spende semp
	re meno e una porzione sempre maggiore  di\nquella spesa è fatta di acquis
	ti di prestazioni e materiali da aziende private\nche\,  ciliegina sulla t
	orta\, beneficiano anche di sgravi fiscali sempre più\ncorposi. La  realtà
	 del Sistema Sanitario Nazionale è totalmente inadeguata\nrispetto alle re
	ali  necessità della popolazione\, tra liste d’attesa infinite e\nospedali
	 svuotati di  personale e attrezzature. Mentre la sanità pubblica\nsoffre\
	, lo Stato rinuncia a  milioni di euro di tasse regalando esenzioni\nfisca
	li al settore sanitario privato. A  pagare il conto sono periferie e class
	i\nsociali più deboli e marginalizzate: nel 2026\,  5\,8 milioni di italia
	ni\nrinunciano a visite ed esami e i governi festeggiano  insieme a chi si
	\narricchisce sulla nostra salute.  \n\nScuole senza strutture. Università
	 senza futuro. \n\nL’istruzione pubblica\, il pilastro portante del nostro
	 futuro (e\, farebbe bene \nricordarci\, anche del nostro presente)\, vede
	 tra scuola e università due\nscenari  raccapriccianti: \n\nLa scuola è fa
	tta di strutture fatiscenti o abbandonate\, personale docente e \ntecnico 
	sfruttato che vive di contratti precari e mobili per decine di anni di \nc
	arriera e una programmazione didattica sempre più svuotata da  qualunque\n
	insegnamento che non serva a diventare un ingranaggio della  macchina\npro
	duttiva.  \n\nL’università ha perso più della metà del personale di ricerc
	a (che eroga fino \nal 30% dei corsi universitari) nell’ultimo anno. I pro
	getti di ricerca sono \nsempre più nelle mani delle aziende private che li
	 finanziano per i loro fini \nproduttivi\, e una percentuale sempre maggio
	re ha scopi bellici.  \n\nNel frattempo\, le misure di sostegno economico 
	per gli studenti sono sempre più \nstriminzite\, e le loro necessità abita
	tive diventano speculazione edilizia e \nincremento degli affitti nelle ci
	ttà. \n\nLe case sono fatte per essere abitate\, non per farci soldi. \n\n
	Nelle nostre città non mancano case: manca la possibilità di abitarle per 
	chi\nin  quelle città ci vive\, ci studia e ci lavora. \n\nUna parte enorm
	e del patrimonio abitativo è chiusa\, usata di rado o convertita\nin  allo
	ggio turistico\, e non esiste un singolo censimento pubblico che ci dia\nu
	n  quadro della situazione sulla proprietà degli alloggi lasciati vuoti. I
	l\ntutto mentre  migliaia di persone dormono per strada\, i veri abitanti 
	delle\ncittà vengono  allontanati dai centri storici e gli studenti divent
	ano la carne\nda macello di  speculatori privati a cui sono stati persino 
	dati i fondi\npubblici e del PNRR per la  costruzione di residenze univers
	itarie\, usati invece\nper centri polifunzionali di  lusso con scritto “Ca
	mpus”. Sono gli effetti di un\nsistema che interpreta la casa  non come un
	 diritto ma come una commodity da\nsfruttare economicamente a  scapito di 
	chi non la possiede. \n\nStrade sicure. Ma per davvero. \n\nMentre vengono
	 pompate le finanze di eserciti e polizia armata\, si continuano a \ntrasc
	urare le vere radici economiche\, politiche e culturali della crescente \n
	sensazione di insicurezza che si prova ovunque. Tra i fenomeni di incuria\
	nsociale\,  la marginalizzazione sistemica di chi è povero economicamente 
	e\numanamente e  il dirottamento degli sforzi delle forze dell’ordine vers
	o materie\nlontane dalla vita  dei cittadini\, sempre più persone sentono 
	che la propria\nsicurezza non è più una  priorità per lo Stato che sosteng
	ono con il loro lavoro\ne le loro tasse. \n\nChiarimenti \n\nQuesta manife
	stazione è apolitica? \n\nNo\, la manifestazione non è apolitica: si stann
	o trattando temi profondamente\npolitici.  Tuttavia\, è apartitica: non è 
	organizzata da nessun partito politico\,\nsindacato o  organizzazione mili
	tante. \n\nMa quindi è una manifestazione di destra o di sinistra? \n\nVog
	liamo che questa piattaforma di protesta superi le divisioni politiche\, m
	a\nniente è più  politico di proporre una soluzione. La nostra proposta è 
	di\nparlarne insieme\, tutti\, come  popolo unito che affronta gli stessi 
	problemi. La\nsoluzione politica che proponiamo è la  liberazione da tutte
	 le forme di\nlimitazione del potere popolare. Chi ci rappresenta non  viv
	e i nostri problemi6\ne finché la politica rimarrà un’attività che deleghi
	amo ad altri ci  saranno\npersone che la renderanno il proprio privilegio 
	e faranno di tutto pur di \nconservarlo. Vogliamo che ogni decisione presa
	 per conto del popolo sia presa da\ne per il  popolo. Vogliamo che i poten
	ti ci diano indietro il potere di decidere\nper noi stessi. Sei  d’accordo
	 con le rivendicazioni della manifestazione?\nQuesto sistema ti fa schifo 
	e vuoi  cambiarlo? Allora scendi in piazza con noi! \n\nCi saranno bandier
	e alla manifestazione? \n\nFull disclosure: ci avete rotto il cazzo\n\nSch
	erzi a parte: non possiamo dirvi cosa portare o non portare. \n\nCi sono p
	ersone che non vogliono vedere solo bandiere italiane\, persone che non\nv
	ogliono bandiere di partito\, persone che non vogliono bandiere della Pale
	stina:\nfate come vi pare. Da organizzatori\, visto che la cosa che ci acc
	omuna tutti è\nla condizione in cui versa il  posto in cui viviamo\, pensi
	amo sarebbe carino se\nognuno portasse una bandiera italiana  (che sia cro
	ce o delizia) con disegnato o\nscritto quello che preferisce. \n\nLa cosa 
	che riteniamo fondamentale è che\, se portate una bandiera\, crediate\nnel
	l’idea  che rappresenta. \n\nSe credete in PD\, Lega o qualunque partito c
	he abbia governato negli ultimi 30\nanni\,  portate quelle\, non sappiamo 
	che dirvi. \n\nMa per favore\, basta chiedercelo.\n\n\n\n\n\n\n\n
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Sabato 17 ottobre anche a Brescia è organiz
	zata la manifestazione "Italia in Piazza" con numerose rivendicazioni: con
	tro il carovita, per il lavoro sicuro, contro gli stipendi da fame, per au
	mentare i finanziamenti alla sanità pubblica, alle scuole e all’università
	.</p><p>Il "nodo" bresciano di questa manifestazione si dà appuntamento in
	 Largo Formentone a partire dalle ore 14.</p><p><a target="_blank" href="h
	ttps://www.radiondadurto.org/2026/10/14/contro-il-carovita-manifestazione-
	a-brescia-sabato-17-ottobre/">https://www.radiondadurto.org/2026/10/14/con
	tro-il-carovita-manifestazione-a-brescia-sabato-17-ottobre/</a></p><p></p>
	<h1>MANIFESTO</h1><p></p><p>In questo documento sono racchiuse le motivazi
	oni e i fini della manifestazione&nbsp; “Italia in Piazza”.&nbsp;&nbsp;</p
	><p>“Italia in piazza” è una manifestazione apartitica. Essa vuole essere 
	una riunione&nbsp; pacifica di cittadini, diritto sancito dall’articolo 17
	 della Costituzione Italiana, con lo&nbsp; scopo di mettere il focus sulle
	 problematiche che affrontiamo ogni giorno. Il&nbsp; sistema in cui viviam
	o, che spesso ci sembra inalterabile, è in realtà&nbsp; estremamente fragi
	le: solo lasciandoci dietro divisioni e pregiudizi possiamo&nbsp; verament
	e essere uniti per pretendere di vivere, e non solo di sopravvivere. <stro
	ng>Non&nbsp; importa chi siamo, in cosa ci identifichiamo, quale sia il no
	stro orientamento&nbsp; sessuale o quali divinità preghiamo</strong>: a un
	irci è il fatto che non lasceremo che ci&nbsp; rubino ciò che ci spetta di
	 diritto.&nbsp;</p><p>“Italia in piazza” nasce per unire i cittadini per l
	a stessa causa, i cui punti principali&nbsp; sono:&nbsp;</p><p><strong>Lav
	oro sicuro, futuro sicuro: basta morti sul lavoro e giovani in&nbsp; fuga.
	&nbsp;</strong></p><p>I lavoratori italiani sono costretti ad accettare co
	ndizioni lavorative inadeguate o a&nbsp; fuggire all’estero: quello che re
	sta è un mercato del lavoro caratterizzato da nero&nbsp; dilagante, abuso 
	di forme contrattuali precarie (tirocini, contratti a termine),&nbsp; retr
	ibuzioni da barzelletta e condizioni di sicurezza che mietono morti ogni&n
	bsp; giorno1.&nbsp;</p><p><strong>Basta stipendi da fame incapaci di copri
	re il costante aumento&nbsp; del costo della vita.&nbsp;</strong></p><p>Ca
	rburanti, energia e beni alimentari di prima necessità costano sempre di p
	iù a&nbsp; causa delle scelte egoistiche di potenti di cui il nostro Paese
	 è succube: i nostri&nbsp; soldi vengono spesi in armi e soldati mentre le
	 famiglie ne hanno sempre meno&nbsp; per vivere. I partiti che di volta in
	 volta governano si affannano a farci credere che&nbsp; vada tutto bene, m
	a la realtà è sempre più uno sfacelo: guerra dopo guerra, una&nbsp; crisi 
	dopo l’altra, il costo di qualunque cosa è in continuo aumento mentre gli&
	nbsp; stipendi italiani sono gli stessi da 30 anni.&nbsp;</p><p><strong>La
	 sanità non può continuare a diventare sempre più un lusso.&nbsp;</strong>
	</p><p>Per la sanità pubblica si spende sempre meno e una porzione sempre 
	maggiore&nbsp; di quella spesa è fatta di acquisti di prestazioni e materi
	ali da aziende private che,&nbsp; ciliegina sulla torta, beneficiano anche
	 di sgravi fiscali sempre più corposi. La&nbsp; realtà del Sistema Sanitar
	io Nazionale è totalmente inadeguata rispetto alle reali&nbsp; necessità d
	ella popolazione, tra liste d’attesa infinite e ospedali svuotati di&nbsp;
	 personale e attrezzature. Mentre la sanità pubblica soffre, lo Stato rinu
	ncia a&nbsp; milioni di euro di tasse regalando esenzioni fiscali al setto
	re sanitario privato. A&nbsp; pagare il conto sono periferie e classi soci
	ali più deboli e marginalizzate: <strong>nel 2026,&nbsp; 5,8 milioni di it
	aliani rinunciano a visite ed esami </strong>e i governi festeggiano&nbsp;
	 insieme a chi si arricchisce sulla nostra salute.&nbsp;&nbsp;</p><p><stro
	ng>Scuole senza strutture. Università senza futuro.&nbsp;</strong></p><p>L
	’istruzione pubblica, il pilastro portante del nostro futuro (e, farebbe b
	ene&nbsp; ricordarci, anche del nostro presente), vede tra scuola e univer
	sità due scenari&nbsp; raccapriccianti:&nbsp;</p><p>La scuola è fatta di s
	trutture fatiscenti o abbandonate, personale docente e&nbsp; tecnico sfrut
	tato che vive di contratti precari e mobili per decine di anni di&nbsp; ca
	rriera e una programmazione didattica sempre più svuotata da&nbsp; qualunq
	ue insegnamento che non serva a diventare un ingranaggio della&nbsp; macch
	ina produttiva.&nbsp;&nbsp;</p><p>L’università ha perso più della metà del
	 personale di ricerca (che eroga fino&nbsp; al 30% dei corsi universitari)
	 nell’ultimo anno. I progetti di ricerca sono&nbsp; sempre più nelle mani 
	delle aziende private che li finanziano per i loro fini&nbsp; produttivi, 
	e una percentuale sempre maggiore ha scopi bellici.&nbsp;&nbsp;</p><p>Nel 
	frattempo, le misure di sostegno economico per gli studenti sono sempre pi
	ù&nbsp; striminzite, e le loro necessità abitative diventano speculazione 
	edilizia e&nbsp; incremento degli affitti nelle città.&nbsp;</p><p><strong
	>Le case sono fatte per essere abitate, non per farci soldi.&nbsp;</strong
	></p><p>Nelle nostre città non mancano case: manca la possibilità di abita
	rle per chi in&nbsp; quelle città ci vive, ci studia e ci lavora.&nbsp;</p
	><p>Una parte enorme del patrimonio abitativo è chiusa, usata di rado o co
	nvertita in&nbsp; alloggio turistico, e non esiste un singolo censimento p
	ubblico che ci dia un&nbsp; quadro della situazione sulla proprietà degli 
	alloggi lasciati vuoti. Il tutto mentre&nbsp; migliaia di persone dormono 
	per strada, i veri abitanti delle città vengono&nbsp; allontanati dai cent
	ri storici e gli studenti diventano la carne da macello di&nbsp; speculato
	ri privati a cui sono stati persino dati i fondi pubblici e del PNRR per l
	a&nbsp; costruzione di residenze universitarie, usati invece per centri po
	lifunzionali di&nbsp; lusso con scritto “Campus”. Sono gli effetti di un s
	istema che interpreta la casa&nbsp; non come un diritto ma come una commod
	ity&nbsp;da sfruttare economicamente a&nbsp; scapito di chi non la possied
	e.&nbsp;</p><p><strong>Strade sicure. Ma per davvero.&nbsp;</strong></p><p
	>Mentre vengono pompate le finanze di eserciti e polizia armata, si contin
	uano a&nbsp; trascurare le vere radici economiche, politiche e culturali d
	ella crescente&nbsp; sensazione di insicurezza che si prova ovunque. Tra i
	 fenomeni di incuria sociale,&nbsp; la marginalizzazione sistemica di chi 
	è povero economicamente e umanamente e&nbsp; il dirottamento degli sforzi 
	delle forze dell’ordine verso materie lontane dalla vita&nbsp; dei cittadi
	ni, sempre più persone sentono che la propria sicurezza non è più una&nbsp
	; priorità per lo Stato che sostengono con il loro lavoro e le loro tasse.
	&nbsp;</p><p><em>Chiarimenti&nbsp;</em></p><p><strong>Questa manifestazion
	e è apolitica?&nbsp;</strong></p><p>No, la manifestazione non è apolitica:
	 si stanno trattando temi profondamente politici.&nbsp; Tuttavia, è aparti
	tica: non è organizzata da nessun partito politico, sindacato o&nbsp; orga
	nizzazione militante.&nbsp;</p><p><strong>Ma quindi è una manifestazione d
	i destra o di sinistra?&nbsp;</strong></p><p>Vogliamo che questa piattafor
	ma di protesta superi le divisioni politiche, ma niente è più&nbsp; politi
	co di proporre una soluzione. La nostra proposta è di parlarne insieme, tu
	tti, come&nbsp; popolo unito che affronta gli stessi problemi. La soluzion
	e politica che proponiamo è la&nbsp; liberazione da tutte le forme di limi
	tazione del potere popolare. Chi ci rappresenta non&nbsp; vive i nostri pr
	oblemi6 e finché la politica rimarrà un’attività che deleghiamo ad altri c
	i&nbsp; saranno persone che la renderanno il proprio privilegio e faranno 
	di tutto pur di&nbsp; conservarlo. Vogliamo che ogni decisione presa per c
	onto del popolo sia presa da e per il&nbsp; popolo. Vogliamo che i potenti
	 ci diano indietro il potere di decidere per noi stessi. Sei&nbsp; d’accor
	do con le rivendicazioni della manifestazione? Questo sistema ti fa schifo
	 e vuoi&nbsp; cambiarlo? Allora scendi in piazza con noi!&nbsp;</p><p><str
	ong>Ci saranno bandiere alla manifestazione?&nbsp;</strong></p><p>Full dis
	closure: ci avete rotto il cazzo</p><p>Scherzi a parte: <strong>non possia
	mo dirvi cosa portare o non portare.&nbsp;</strong></p><p>Ci sono persone 
	che non vogliono vedere solo bandiere italiane, persone che non vogliono b
	andiere di partito, persone che non vogliono bandiere della Palestina: fat
	e come vi pare.&nbsp;Da organizzatori, visto che la cosa che ci accomuna t
	utti è la condizione in cui versa il&nbsp; posto in cui viviamo, pensiamo 
	sarebbe carino se ognuno portasse una bandiera italiana&nbsp; (che sia cro
	ce o delizia) con disegnato o scritto quello che preferisce.&nbsp;</p><p><
	strong>La cosa che riteniamo fondamentale è che, se portate una bandiera, 
	crediate nell’idea&nbsp; che rappresenta.&nbsp;</strong></p><p>Se credete 
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