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DESCRIPTION:Da settimane ormai le scuole di tutta Italia sono in stato agit
	azione. Decine\nsono gli istituti occupati e decine di migliaia le student
	esse e gli studenti\nscesi per strada a contestare non una singola riforma
	\, ma l’intero sistema\nscolastico\, in quanto ingiusto e impoverito. Di f
	ronte al mobilitarsi dei più\ngiovani questo governo mostra apertamente co
	me intende affrontare il dissenso:\nreprimendo muscolarmente e violentemen
	te e promuovendo sempre più apertamente\npolitiche di criminalizzazione ne
	i confronti di quelle soggettività indomite e\nche oggi si rivoltano contr
	o un sistema scolastico sempre più fatiscente e\niniquo .\n\nSono sotto gl
	i occhi di tutti le scene di questi giorni: arresti violenti dentro\nle sc
	uole\, digos e polizia che entrano negli edifici scolastici per rincorrere
	\,\npicchiare e fermare minorenni accompagnate da una sfilza di dichiarazi
	oni da\nparte degli organi istituzionali che proseguono nel progetto di\nc
	riminalizzazione del dissenso.  Il sistema scolastico progressivamente sem
	bra\nessersi trasformato in un dispositivo che risponde a logiche sempre p
	iù punitive\nche educative. Le rivendicazioni degli studenti che provano a
	 riappropriarsi di\nspazi e dei luoghi scolastici\,  per respingere il pro
	getto classista\, vengono\nsilenziate\, ignorate e infine derubricate a qu
	estioni di “ordine pubblico” e\nduramente represse a suon di manganello e 
	cariche di polizia.\n\nI decreti e le leggi promossi dal Governo Meloni in
	 materia scolastica spingono\nsempre più apertamente nella direzione di un
	 allargamento del divario tre le\nscuole dell’ “eccellenza” e le altre inv
	ece che devono fungere solamente da\nincubatrici di futura manodopera a ba
	sso costo.  In questo progetto di\nsegregazione ed esclusione va inquadrat
	o anche il nuovo decreto sul tetto del\n30% degli studenti definiti “stran
	ieri”.\n\nNon possiamo vivere passivamente tutto ciò\, noi lavoratori e la
	voratrici della\nscuola dobbiamo prendere parola e dire chiaramente che si
	amo accanto a ragazze e\nragazzi che ci opponiamo fermamente a questi. Noi
	\, che attraversiamo\nquotidianamente le strutture fatiscenti e precarie d
	egli edifici scolastici\, che\nsubiamo da anni processi di precarizzazione
	 ed impoverimento e che oggi\nassistiamo al dirottamento dei fondi pubblic
	i dall’istruzione alle spese\nmilitari\,  non possiamo restare indifferent
	i alla richiesta di solidarietà\nattiva e di confronto che ci è giunta a p
	iù riprese dall’universo studentesco in\nfermento\, non solo in Italia ma 
	in tutta Europa.\n\nDobbiamo esserci\, accanto ai giovani per supportarli 
	in questa mobilitazione ed\ninvertire ora la deriva autoritaria\, classist
	a e razzista che i decreti di\nquesto governo stanno imponendo nel mondo s
	cuola. Il mondo della scuola è la\nnostra quotidianità e ci chiede a gran 
	voce un supporto e una presa di\nposizione\, organizziamo una risposta com
	une!
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	a sono in stato agitazione. Decine sono gli istituti occupati e decine di 
	migliaia le studentesse e gli studenti scesi per strada a contestare non u
	na singola riforma, ma l’intero sistema scolastico, in quanto ingiusto e i
	mpoverito. Di fronte al mobilitarsi dei più giovani questo governo mostra 
	apertamente come intende affrontare il dissenso: reprimendo muscolarmente 
	e violentemente e promuovendo sempre più apertamente politiche di criminal
	izzazione nei confronti di quelle soggettività indomite e che oggi si rivo
	ltano contro un sistema scolastico sempre più fatiscente e iniquo .</p><p>
	Sono sotto gli occhi di tutti le scene di questi giorni: arresti violenti 
	dentro le scuole, digos e polizia che entrano negli edifici scolastici per
	 rincorrere, picchiare e fermare minorenni accompagnate da una sfilza di d
	ichiarazioni da parte degli organi istituzionali che proseguono nel proget
	to di criminalizzazione del dissenso. &nbsp;Il sistema scolastico progress
	ivamente sembra essersi trasformato in un dispositivo che risponde a logic
	he sempre più punitive che educative. Le rivendicazioni degli studenti che
	 provano a riappropriarsi di spazi e dei luoghi scolastici, &nbsp;per resp
	ingere il progetto classista, vengono silenziate, ignorate e infine derubr
	icate a questioni di “ordine pubblico” e duramente represse a suon di mang
	anello e cariche di polizia.</p><p>I decreti e le leggi promossi dal Gover
	no Meloni in materia scolastica spingono sempre più apertamente nella dire
	zione di un allargamento del divario tre le scuole dell’ “eccellenza” e le
	 altre invece che devono fungere solamente da incubatrici di futura manodo
	pera a basso costo. &nbsp;In questo progetto di segregazione ed esclusione
	 va inquadrato anche il nuovo decreto sul tetto del 30% degli studenti def
	initi “stranieri”.</p><p>Non possiamo vivere passivamente tutto ciò, noi l
	avoratori e lavoratrici della scuola dobbiamo prendere parola e dire chiar
	amente che siamo accanto a ragazze e ragazzi che ci opponiamo fermamente a
	 questi. Noi, che attraversiamo quotidianamente le strutture fatiscenti e 
	precarie degli edifici scolastici, che subiamo da anni processi di precari
	zzazione ed impoverimento e che oggi assistiamo al dirottamento dei fondi 
	pubblici dall’istruzione alle spese militari,&nbsp; non possiamo restare i
	ndifferenti alla richiesta di solidarietà attiva e di confronto che ci è g
	iunta a più riprese dall’universo studentesco in fermento, non solo in Ita
	lia ma in tutta Europa.</p><p>Dobbiamo esserci, accanto ai giovani per sup
	portarli in questa mobilitazione ed invertire ora la deriva autoritaria, c
	lassista e razzista che i decreti di questo governo stanno imponendo nel m
	ondo scuola. Il mondo della scuola è la nostra quotidianità e ci chiede a 
	gran voce un supporto e una presa di posizione, organizziamo una risposta 
	comune!</p>
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