Rudere Occidente
Dalle 19 in Bisaboga aperitivo e a seguire la performance
Rudere Occidente
di e con Valerio Grutt e Matteo Polonara
Il progetto performativo nasce dal libro Rudere Occidente di Valerio Grutt pubblicato da Mar dei
Sargassi Edizioni, un testo apocalittico e nudo, attraversato da un processo di distruzione e
rinascita della voce. Il libro si muove tra macerie contemporanee – brand, icone mediatiche,
linguaggi consumati – che appaiono antiche quanto i miti e le immagini sacre, come se tutto
provenisse da una stessa memoria oscura. Non c’è nostalgia né denuncia, ma un attraversamento:
ciò che resta parla dalle crepe, dai residui, dalle presenze minime che resistono dopo il crollo.
La performance prende questa materia e la traduce in un’esperienza instabile, che accetta come
gesto artistico anche il suo possibile fallimento. Più che una messa in scena compiuta, il lavoro si
configura come un campo di tensione tra presenza e assenza, tra voce viva e voce registrata, tra
controllo e smarrimento. In questo senso, la performance è anche una riflessione sull’impossibilità
stessa della performance, o sulla sua sparizione.
Panchine rotte, giostre abbandonate
fontane secche, mucchi di bottiglie
ed è che a un certo punto la città mi
parla dalle sue fogne e dai seminterrati
da accampamenti, ponti e retrovie.
Rudere Occidente
visto passando ora dal finestrino
l'erba è cresciuta lungo le tue vene.