STOP THE WAR MACHINE ovvero: com'è bello far la lotta da Oslo in giù - Pranzo Colonna Solidale Autogestita
Dalla Spagna all'Albania, dalla Francia al Belgio, dai blocchi che in questi giorni stanno paralizzando il sud Italia alle rivolte che stanno infiammando - letteralmente - le città del nord.
Mentre le classi dominanti e gli stati proseguono nella loro corsa alla guerra tanto sul fronte esterno, quello del riarmo e della guerra vera e propria, quanto su quello interno, quello della repressione, dall'altra parte della barricata trovano anche nel ricco occidente una popolazione sempre più impoverita e sempre meno disposta a placare la propria rabbia.
E se è vero che questa rabbia ha espressioni diversificate - dalle piazze ai porti, dallx agricoltorx allx studentx, dallx giovanx marginalizzatx alle cosiddette seconde generazioni - è anche vero che ciò che esprime non è tanto - o quantomeno non è solo - l'opposizione a questo o a quello specifico aspetto del sistema capitalista (il carovita, il riarmo, una modello-scuola sempre più aziendalizzato ed escludente, ecc.) quanto un radicale rifiuto dell'organizzazione sociale che ne è prodotto, nella sua interezza, su scala globale.
Ci sembra quindi utile, in questo momento più che mai, superare la compartimentazione delle lotte, che sia essa su base geografica, generazionale, "tematica"; non solo perchè la controparte è una, ma anche perchè spesso una singola lotta contiene già in sè una pluralità tale di prospettive e un intersecarsi tale di questioni - come abbiamo potuto osservare ad esempio qui in città questa primavera con le lotte del quartiere Pilastro - che chiedersi se è più ambientalista o più contro la gentrificazione, più antimilitarista o più decoloniale, ecc non solo è difficile, ma anche inutile.
Crediamo quindi nella condivisione e nello scambio di pratiche, saperi, racconti; nel valore di connessioni tra realtà, gruppi, singolx che siano fondate non tanto su pretese egemoniche di quella o questa organizzazione, non tanto sull'idea di un ipotetico "fronte comune" in grado di appiattire le differenze, quanto su quella che tali connessioni già esistono - ed esistono proprio perchè ciò contro cui lottiamo è l'esistente nella sua interezza. Il 2 Aprile 2026 è stata occupata una ex baracca militare nel fiordo di Oslo, situata all’interno di un’enorme area forestale che il ministero della difesa norvegese, in collaborazione con Chemring Nobel, hanno destinato alla costruzione della fabbrica di esplosivi ad uso militare più grande d’europa. Questo progetto avrebbe effetti devastanti: la devastazione ambientale verrebbe messa in atto a favore del potenziamento della produzione di elementi essenziali per la militarizzazione internazionale. Per esempio, è risaputo che gli esplosivi prodotti da Chemring Nobel sono ad oggi utilizzati dagli USA per produrre i missili Hellfire, usati da “israele” nel genocidio a Gaza.
L’area occupata (chiamata “zona difesa attivamente” in riferimento all’esperienza francese delle ZAD) è in continua espansione: dalla costruzione di case sugli alberi all’occupazione di nuove strutture abbandonate, lx attivistx, con il supporto degli abitanti locali, stanno rendendo sempre più difficile per il governo anche solo iniziare il progetto.
Domenica 25 dopo il pranzo solidale al Circolo anarchico Berneri ci sarà una chiacchierata in cui alcunx compagnx condivideranno la propria esperienza con Knus Krigsmaskinen! Venite curiosx!
La chiacchierata sarà principalmente in inglese, con possibilità di traduzione in italiano.
Il pranzo è sempre a offerta libera perchè un buon pasto non sia un lusso per pochx ma un diritto per tuttx.
Il ricavato del pranzo sarà devoluto allx inguaiatx delle lotte dal basso.
Spazio accessibile tramite scale!